ASSEMBLEA CEI: CARD. GIOVANNI BATTISTA RE, “L’IDENTIKIT DEL VESCOVO”

“Deve amare con una carità che abbraccia tutti; essere una guida ferma, amorevole e vigilante per il suo gregge; disposto al martirio”. E’ la carta di identità del vescovo tracciata dal card. Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi, alla 48° assemblea generale dei Vescovi italiani, che si chiude oggi in Vaticano.
“L’immagine del Buon Pastore è la carta di identità del vescovo, ed è il modello a cui dobbiamo ispirarci anche oggi – ha detto il card. Re -. Per essere attento ai bisogni della società, il vescovo deve sforzarsi di imitare le doti del Buon pastore che non solo conosce, ma ama le sue pecorelle, le guida ed è disposto a dare la vita per esse”. In concreto il vescovo “deve amare con una carità che abbraccia tutti. E se una preferenza può essere data è per i più poveri e deboli”. Altra caratteristica del vescovo-pastore, secondo il Prefetto, è di “essere guida che sappia indicare la strada con amore e fermezza, vegliando che il lupo non rapisca le pecore”. Ma nell’esercitare la sua autorità un vescovo “deve essere animato dallo spirito di servizio” e non dalla “preoccupazione per la sua dignità”. Come servitore della comunità cristiana “non è un funzionario, ma un fratello di uomini e donne, che illumina, incoraggia, sostiene, educa e conforta con una verità che deve trasmettere”. Ma il tratto più alto del ‘pastore’ è “dare la vita per le sue pecore”. In due modi: con il “martirio”, “strada che non pochi pastori hanno dovuto percorrere” e “dando cuore, mente, pazienza, opere e sofferenze per il bene delle pecorelle”. “E’ questa – ha concluso – la via che ognuno di noi è chiamato a percorrere”.
Durante l’incontro il card. Re ed i vescovi hanno espresso i loro auguri a Giovanni Paolo II che oggi compie 81 anni.