IL PAPA: “LA CRESCITA ECONOMICA DEVE ESSERE INTEGRATA DA ALTRI VALORI”

La globalizzazione è “un fenomeno che consente grandi possibilità di crescita e di produzione di ricchezza” ma “non assicura di per sé l’equa distribuzione di beni tra i cittadini dei vari Paesi” perché la “ricchezza prodotta rimane spesso concentrata in poche mani”. Lo ha detto Giovanni Paolo II ricevendo questa mattina in udienza i partecipanti all’incontro promosso dalla Fondazione “Etica ed economia” di Bassano del Grappa (Vi). “La dottrina della Chiesa” ha aggiunto il Papa, dopo avere espresso compiacimento per il programma della nascente Fondazione mirante ad inserire nel settore dell’economia le indicazioni del magistero della Chiesa, “insegna che la crescita economica deve essere integrata da altri valori, così da diventare crescita qualitativa, quindi stabile, rispettosa delle individualità culturali e sociali, come pure ecologicamente sostenibile”. “Il termine ‘globale’ – ha precisato – se inteso in modo coerente, deve includere tutti”. Occorre pertanto “sforzarsi di eliminare le persistenti sacche di emarginazione sociale, economica e politica”. Giovanni Paolo II si è quindi soffermato sull’urgenza di rendere “l’uomo protagonista e non schiavo dei meccanismi della produzione” e ha auspicato una “soluzione efficace al problema della disoccupazione”. A giudizio del Papa, per orientare in senso positivo lo sviluppo della globalizzazione “sarà necessario impegnarsi a fondo per una ‘globalizzazione’ della solidarietà da costruire attraverso nuove regole”. In particolare, ha concluso, “occorrerà intensificare la collaborazione tra politica ed economia” per approntare “strumenti che posano alleviare il pesante fardello del debito estero dei paesi in via di sviluppo” e varare “legislazioni che proteggano l’infanzia dallo sfruttamento”.