In India, nello Stato del Manipur (nel nord-est), due preti e un seminarista salesiani, di nazionalità indiana, sono stati uccisi ieri da un gruppo di militanti. In quella regione i salesiani gestiscono due delle 8 scuole cattoliche presenti sul territorio. Alle 20.00 circa, ora locale, come informa l’agenzia internazionale salesiana di informazione Ans, alcuni uomini armati di pistole, sono entrati nel noviziato salesiano di Imphal e hanno ucciso il maestro dei novizi don Raphael Paliakara, 43 anni, don Andreas Kindo, 32 anni, e il giovane chierico don Shinu Joseph, 25 anni. Il gruppo armato ha anche chiesto di far uscire tutti i novizi e di separare quelli che appartenevano alla tribù locale Naga. “Non c’è ancora nulla di certo sui motivi della strage – spiega al Sir don Josè Luis Burguera, membro del dicastero della comunicazione sociale dei salesiani -, ossia se dovuta a ragioni politiche o meno. Non si sa se siano malviventi che cercavano di estorcere soldi o un gruppo di terroristi separatisti. La regione del Manipur è infatti da tempo in una situazione di instabilità politica, con frequenti violenze ed estorsioni nei confronti delle scuole cattoliche” Nel dicembre scorso era stato già ucciso un prete diocesano, direttore di una scuola, e nel febbraio di quest’anno un altro sacerdote è riuscito a fuggire salvandosi la vita. A causa di questa situazione le scuole salesiane sono state chiuse per più di un mese. Il funerale dei tre religiosi si celebrerà il 17 maggio al Salesian College Campus di Dimapur. Come segno di rispetto per le vittime e rifiuto della violenza e delle estorsioni, tutte le scuole cattoliche del Nord Est dell’India il 18 maggio rimarranno chiuse. In India i salesiani sono circa 1.000 (su circa 17.000 nel mondo), una presenza storica che vede un fiorire di nuove vocazioni locali.” “” “