“Se i credenti oggi non riescono a farsi testimoni e annunciatori di speranza, non vogliono bene alla gente”: lo ha detto il vice-presidente della Cei e vescovo di Novara, mons. Renato Corti, durante la conferenza stampa tenuta oggi in Vaticano per presentare gli “Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il decennio 2001-2100”. Secondo mons. Corti, infatti, la “conversione al Vangelo da parte dei cristiani italiani costituisce l’impegno più profondo richiesto dalla situazione religiosa e spirituale odierna”. La Chiesa, come comunità, dal canto suo, è invece chiamata “a sbilanciarsi nei confronti di chi ha più bisogno, nel nostro paese e nel mondo”. Il vescovo ha infatti sottolineato di avere personalmente constatato nei suoi diversi viaggi missionari che “la situazione di molti popoli è terribile” e che i cristiani oggi quanto mai sono chiamati ad essere “buoni samaritani, come insegna il Vangelo, nel senso di farsi carico davvero dei problemi di tutti gli uomini, in concreto”. Ha anche affermato che, per essere davvero testimoni, “i cristiani oggi non stare solo in parrocchia ma aprirsi a tutte le realtà sociali, nella consapevolezza che a loro è stato fatto un dono da esprimere e trasmettere ad ogni uomo, considerandolo un fratello da conoscere, amare e capire”. A questo proposito ha anche esortato preti e laici impegnati a cogliere tutte le occasioni di dialogo che si presentano, fuori dal contesto strettamente religioso e con qualunque persona. “Ciò – ha aggiunto – indipendentemente dal fatto che sia credente o meno, o dalla sua situazione spirituale del momento. E’ importante allacciare relazioni umane sincere e profonde, essere capaci di ascolto, per poter poi, quando si presenta l’occasione propizia, annunciare la speranza del Vangelo”.