Pur costretti a votare nelle peggiori condizioni della storia della Repubblica, gli italiani hanno scelto: Berlusconi ottiene una chiara maggioranza alla Camera come al Senato. In termini di voti la “casa della libertà” perde consensi rispetto alla somma di Polo e Lega alle precedenti consultazioni, ma è premiata in seggi per la migliore capacità di coalizione. Risultato speculare per il centro – sinistra, spinto nel 1996 dai patti con Rifondazione.
La scheda proporzionale per la Camera disegna un sistema di partiti inedito, sul quale si articolerà la dialettica politica per il primo scorcio della legislatura. Anche qui emerge un andamento opposto e speculare tra il centro destra e il centro sinistra. Nello spazio della maggioranza cresce Forza Italia, unico partito italiano sopra il 20 e vicino al 30% e calano tutte le altre formazioni, in particolare la Lega, più che dimezzata. Nel centro sinistra si riequilibra il rapporto tra Ds, in forte calo, e “Margherita”, in ascesa sulla somma delle sue componenti.
Nonostante l’assai modesta qualità della campagna elettorale, emergono così tre dati. Innanzi tutto l’importante partecipazione, pari all’81,4%, con una leggera flessione di due punti, spiegabile anche con lo scoraggiamento per le ore di fila. E’ un dato confortante per misurare, al di là delle proposte dei diversi attori, la qualità del tessuto democratico del paese.
Il secondo punto è la scelta per la “governabilità”: gli elettori hanno dato un mandato pieno a governare, con una maggioranza in seggi, senza maggioranza assoluta in voti. Si realizza così, forse per la prima volta nella storia italiana, una alternanza al governo sancita dagli elettori e non realizzata attraverso vicende parlamentari. Il sistema maggioritario comunque per funzionare appieno ha bisogno di una cornice condivisa e di un forte sistema – paese, consapevole della sua identità europea e del suo ruolo internazionale. E’ necessario che tutti gli attori politici, di maggioranza e di opposizione, giochino con coerenza il gioco.
Di fronte a questi due messaggi molto espliciti degli elettori è dunque il momento delle risposte e dell’impegno concreto: nell’attività di governo e di opposizione e nella qualità della proposta politica complessiva. Le chiare parole del cardinale Ruini all’apertura dell’Assemblea della Cei, ribadendo il senso della presenza della Chiesa e dell’impegno politico dei cattolici, hanno ricordato a tutti un equilibrato e stringente catalogo di priorità: una strada di impegno e di “servizio”, che resta la cifra più autentica e significativa della politica.