La percentuale degli studenti italiani che si avvale dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc) è aumentata: è quanto risulta dall’Annuario sull’Irc in Italia, redatto e pubblicato, come ogni anno, dall’Ufficio catechistico nazionale della Cei, in collaborazione con l’Osservatorio socio-religioso del Triveneto. Il 93, 6% degli italiani, risulta infatti dall’indagine, si avvalgono dell’Irc: nell’anno scolastico in corso, infatti, solo il 6,4% non scelgono tale insegnamento, mentre fino all’anno scorso la percentuale dei non avvalentisi era del 7,1%. Al Nord, la percentuale dei non avvalentisi (10,8%) appare in leggera diminuzione (-0,5%) rispetto alla quota raggiunta nell’anno precedente (11,3%); la disaggregazione per tipo di scuola vede peraltro comportamenti differenziati: da un lato la sola scuola materna, col 6,3%, indica una ridotta perdita di presenze (6,1%, 6,3%, 6,1% e 6,4% negli anni precedenti). Negli altri ordini di scuole si riscontra, invece, un recupero di presenze, documentate dalla lieve ascesa nelle elementari – ove l’attuale frazione di non avvalentisi, pari al 4,9%, supera il 5,2% dell’anno precedente – nelle scuole medie inferiori – 7,8 ora contro l’8,0% del 1999/00. L’elemento di maggiore rilievo appare il sensibile recupero determinatosi nelle scuole superiori ove sembra invertirsi la tendenza che in precedenza pareva espandersi con ritmi sempre crescenti. Anche al Centro, la percentuale dei non avvalentisi è diminuita, con intensità ancora maggiore, collocandosi su 7,3% rispetto all’8,4% dell’anno precedente; in questa zona tutti gli ordini di scuola segnalano un aumento nella frequenza all’Irc. Il Sud, infine, è la circoscrizione più stabile, dove la percentuale dei non avvalentisi è rimasta stazionaria sui bassi livelli dell’1,5%.