La “nuova evangelizzazione” esige che tutti i cattolici promuovano “l’idea di Chiesa proposta dal Concilio Vaticano II come di una comunione di tutto il popolo di Dio”. Lo ha detto oggi il Papa, proclamando i primi tre beati dell’Isola di Malta (Giorgio Preca, Ignazio Falzon e Maria Adeodata Pisani), ultima tappa del suo 93° viaggio apostolico, che si conclude oggi. Giovanni Paolo II ha chiamato i cattolici maltesi ad “una nuova era di unità e di responsabilità condivisa fra clero, religiosi e laici”, sottolineando che all’interno della comunione ecclesiale “esistono diversi ruoli e ministeri, ma tutti sono chiamati a cooperare per la promozione del Regno di Cristo di giustizia, pace e amore”. Ripercorrendo i tratti spirituali salienti dei nuovi beati, il Papa ha ricordato che don Giorgio Preca “fu pioniere nel campo della catechesi e nella promozione del ruolo dei laici nell’apostolato che il Concilio ha poi sottolineato in modo particolare”. Umiltà e mitezza, ma anche capacità di “seguire l’esempio di Cristo crocifisso perdonando ogni offesa”: queste, per il Pontefice, le virtù principali di don Giorgio, testimone di “un messaggio di rispetto reciproco e di perdono tanto necessario oggi a Malta e nel mondo”, visto che “la mitezza delle Beatitudini ha il potere di trasformare la famiglia, i luoghi di lavoro e le scuole, le città e i villaggi, la politica e la cultura”. Il beato Ignazio Falzon, ha osservato il Pontefice, ha anticipato “lo spirito ecumenico di rispetto e dialogo che oggi ci è tanto familiare, ma che a quel tempo non era così diffuso”, mentre suor Maria Adeodata Pisani “divenne una fonte di fecondità spirituale e missionaria senza la quale la Chiesa non può predicare il Vangelo come Cristo esige, perché la missine e la contemplazione hanno bisogno l’una dell’altra”. Nella vita consacrata, ha concluso il Papa, oltre al rinnovamento è necessario oggi “un rinnovato apprezzamento elle motivazioni teologiche più profonde di questa forma speciale di consacrazione. Attendiamo ancora la piena attuazione dell’insegnamento del Concilio Vaticano II sul valore trascendente di quell’amore speciale verso Dio e verso gli altri che porta a una vita incentrata sui voti di povertà, castità e obbedienza”. ” “” “