FICTION SU ERIKA E OMAR: DON D. SIGALINI (CEI), ALLA RAI: “QUESTIONE DI AUDIENCE?”

“Perché una fiction sui fatti di Novi Ligure?” è la domanda che don Domenico Sigalini, direttore del Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei, rivolge alla Rai in una lettera aperta che verrà pubblicata nel prossimo numero Sir in seguito alla notizia che la Tv di Stato intende produrre una fiction televisiva sulla vicenda di “Erika ed Omar”.
“E’ una ferita che ancora sconvolge le coscienze di molti giovani, delle famiglie e di tanti educatori – scrive don Sigalini -. Come Rai, ti sembra che su questi fatti siamo già in grado di creare distensione e di istruire, di distendere gli animi e far crescere tutti: genitori, figli, educatori o siamo ancora storditi e incapaci di fare chiarezza dentro di noi, nelle nostre responsabilità e nei nostri perché?”. “Non voglio pensare che fai questa fiction per alzare l’audience, – prosegue il sacerdote – per desiderio macabro di riprodurre in diretta quello che non sei riuscita a fare quando i fatti avvenivano”. “So di giovani – aggiunge – che hanno scritto a Erika per congratularsi di quello che ha fatto, ho “mail” di giovani che mi hanno descritto come farebbero ad ammazzare i propri genitori; conosco educatori che non riescono a capacitarsi di una vita dai doppi pensieri degli adolescenti, impotenti di fronte a tutto quello che voi, società massmediale, scaricate nella vita dei ragazzi senza criterio, forse con qualche buona intenzione, ma spesso solo per motivi commerciali”. “E’ possibile – chiede, allora, Sigalini – che anche le vostre fiction, i vostri messaggi possano essere inscritti in un progetto educativo o la vostra libertà viene violata, la TV diventerebbe pizzosa? Voi ve ne chiamate fuori perché la vostra competenza è solo lo spettacolo? Posso sognare che ci sia una costituente educativa per creare spettacoli pieni di ragioni di vita o vi confrontate solo con l’auditel?”