“Un altro sintomo di come la televisione approfitti del dolore per fare audience, non per mandare in onda contributi e riflessioni che aiutino i giovani a porsi delle domande”. È il commento di don Tonino Lasconi, giornalista e scrittore impegnato nella realtà dei giovani, riguardo la decisione della Rai di girare una fiction sulla vicenda di Erika e Omar, accusati di aver ucciso la madre e il fratello della ragazza il 21 febbraio scorso; la serie sarà “liberamente ispirata”, dato che non è stata chiesta l’autorizzazione ai familiari dei due minorenni. “Invece di curare con serietà il male, quando esplode si parla del mostro e poi si usa per fare business”, ha dichiarato al Sir don Lasconi, definendo “triste e preoccupante questa idea della tv di Stato, che spesso propone modelli per stimolare all’emulazione e poi piangerci sopra”. ” “”Purtroppo la tv non perde occasione per trasformare in spettacolo i drammi umani, senza rispettarli: non mi sembra un segno di civiltà”, afferma il sociologo Mario Pollo, docente all’Università pontificia salesiana di Roma. “Il tentativo di raccontare un fatto del genere è forse ispirato dal meccanismo narrativo di spiegare l’inspiegabile – ha detto al Sir -. Ma occorre riscoprire il mistero e la sacralità della vita con i suoi abissi, nel bene e nel male”. Per il sociologo una fiction sui fatti di Novi Ligure resta “un tentativo artigianale di banalizzare e psicologizzare l’evento: riduzionismo pericoloso che rischia di rendere le vittime colpevoli e viceversa”. Un’alternativa? “Utilizzare opere narrative e poetiche, testi sacri, capolavori d’arte, scoperte scientifiche, per stimolare una riflessione non superficiale ed emotiva sul male, oppure girare un film di alta qualità artistica, anche non fedele alla vicenda, che aiuti ad affrontare l’argomento”.” “