“Voglio dirvi anzitutto il mio affetto di padre e fratello e l’ammirazione sincera che provo per voi che custodite il gregge della Chiesa cattolica in condizioni spesso molto difficili. Voi vi prendete cura in molte occasioni di comunità che sono piccole e disperse e ne siete i Pastori nel senso vero del termine”. ” “Incontrando oggi ad Atene i vescovi della Grecia che ha chiamato “vescovi di frontiera”, il Papa ha avuto subito parole forti di condivisione. Auspicando ai cristiani greci di superare le difficoltà che vengono da un passato di sofferenze, Giovanni Paolo II ha indicato la strada dell’unica fede per vincere chiusure, diffidenze, ostilità. “La memoria – ha detto infatti – è per il cristiano un sacrario troppo alto e nobile perché possa essere inquinato dal peccato degli uomini. Certo questo può ferire dolorosamente il tessuto della memoria ma non lacerarlo: tale tessuto è come la tunica inconsutile del Signore Gesù, che nessuno osò dividere”. Ed ha aggiunto: “Operiamo instancabili perché la memoria torni a far splendere le cose grandi che Dio ha operato in noi; solleviamo lo sguardo dalle meschinità e dalle colpe…”.” “Non poteva mancare un riferimento al Concilio Vaticano II, di cui si debbono continuare gli sforzi per il dialogo ecumenico “perché la Chiesa cattolica si prepari essa stessa, nella sua interna articolazione di quotidiana esperienza, a rendersi sempre più sollecita nel porre le basi per una migliore comprensione con i fratelli delle altre Chiese, che nel frattempo non mancheranno di intraprendere la parte che loro spetta nella ricerca della comunione”. (segue)” “