CARD. BIFFI “PRIMO MAGGIO, IL LAVORO TRASFORMA ANCHE IL LAVORATORE”

“L’eccellenza e l’encomiabilità di un lavoro” non può essere valutata “soltanto in base al profitto, neppure soltanto in base al pregio oggettivo del prodotto”; il criterio di giudizio dev’essere invece “lo sviluppo morale, spirituale, integralmente umano” che il lavoro “induce o almeno consente in chi lavora, e la salvaguardia della dignità” del lavoratore. E’ un passo dell’omelia tenuta il primo maggio, festa di San Giuseppe artigiano, dall’arcivescovo di Bologna card. Giacomo Biffi durante la celebrazione eucaristica nella cattedrale di san Pietro. Il lavoro, ha spiegato il card. Biffi, è “qualsiasi attività rivolta a trasformare il mondo in cui viviamo per metterlo in condizione di servire l’uomo sempre più e sempre meglio, aiutandolo a conseguire i suoi fini inalienabili, secondo l’alto disegno del Creatore”. Anzi, ha precisato, “non è solo il mondo ad essere trasformato e migliorato dal lavoro, ma anche il lavoratore” che, secondo la “Gaudium et spes”, attraverso il lavoro “perfeziona se stesso”. Di qui il rifiuto per “un’attività che invece avvilisca chi la compie, lo attanagli nelle morse della prepotenza e dell’ingiustizia, lo offenda nella sua umanità”. Tre, secondo l’arcivescovo di Bologna, le considerazioni da tenere presenti per una corretta comprensione dell’impegno dell’uomo: “ogni lavoro – ha annotato – comporta sacrifici e rinunce; ogni fatica non è mai priva di qualche pena. Ma il cristiano deve saper ‘leggere’ il suo lavoro come una preziosa partecipazione alla passione redentrice di Cristo”. Il lavoro costituisce inoltre “la forma concreta e specifica del compimento della volontà del Padre”: la regola proposta da Gesù “per rendere significante l’intera nostra esistenza”. Infine, nella prospettiva della redenzione, il lavoro è “la più urgente e doverosa risposta al comando evangelico della carità”, è “un servizio reso agli altri, al loro benessere, che ci fa uscire dal nostro istintivo individualismo e ci costituisce parte operosa nel grande organismo dell’umanità”.