URANIO IMPOVERITO: L’ORA DEL SALENTO, “DAVANTI A TANTA RETICENZA URGE IL CORAGGIO DELLA VERITÀ”

“Dinanzi a tanta spudorata reticenza occorre il coraggio della verità e la forza della chiarezza. L’uso dell’uranio è contro l’uomo e contro la sua discendenza. E’ un delitto contro il genere umano”. Usa parole forti Nicola Paparella, preside della facoltà di scienze dell’educazione dell’Università di Lecce e direttore del settimanale della diocesi di Lecce “L’Ora del Salento”, in un editoriale a proposito delle recenti conclusioni della commissione Mandelli, incaricata dal ministero della difesa di fare chiarezza sul legame tra le morti dei 28 militari italiani per tumore e l’uso di proiettili all’uranio impoverito in Bosnia e Kosovo. “La coscienza si ribella – scrive sull’ultimo numero del settimanale -. Non si può consentire che alcuno possa affermare che i morti per tumore, fra i ragazzi italiani che sono andati in Jugoslavia, sono in numero minore dei loro pari età rimasti in Italia”. Paparella contesta il metodo usato dalla Commissione per eseguire l’indagine, senza prendere “in considerazione l’effetto dell’inquinamento a carico della popolazione residente nelle aree inquinate”, né tra i militari di altri Paesi. Secondo Paparella “è ancora oggi indispensabile”, condurre “un’analisi epidemiologica minuziosa e specifica”, fornendo “almeno due decisive informazioni: qual è l’indice di errore assegnato alla ricerca compiuta e quali sono i controlli differenziali compiuti”. “L’uranio (impoverito o no) – conclude – va bandito dalle armi. Negare la contaminazione dei terreni e delle acque nelle zone dove s’è combattuto con le armi all’uranio, significa negare l’evidenza. Le genti del Kosovo e della Bosnia, le popolazioni delle regioni del Golfo persico, meritano rispetto e solidiarietà, non possono essere offese dalle bugie e dalle reticenze delle commissioni ministeriali. Altrettanto meritano i ragazzi delle forze di pace italiane e le famiglie dei giovani che hanno contratto gravi malattie”.