Persona, vita, educazione e scuola, famiglia, lavoro, giustizia sociale, efficienza del sistema produttivo, sicurezza e salute, ambiente e riforme istituzionali. C’è tutto l’essenziale nel catalogo del presidente della Cei. Non c’è nulla di nuovo nel merito. Sono i punti più volte ribaditi dall’episcopato e dallo stesso Pontefice in questi ormai lunghi anni della transizione, prima e dopo la Dc, prima e dopo il cambiamento del sistema elettorale. ” “Ma forse c’è qualcosa di nuovo nel contesto. La vera questione non è come possono o debbono votare i cattolici, a dieci anni ormai dalla fine di un contenitore più o meno unitario. Ma se sono e saranno capaci di interpretare queste domande diffuse, di fare emergere linee di azione adeguate. Proprio perché, come ha osservato Ruini oggi più che mai è il momento di “richiamare l’importanza permanente, il valore e la non sostituibilità della politica nella vita della nazione”.” “Così nella prolusione del presidente della Cei non ci sono rivendicazioni di parte: più semplicemente si coglie l’obiettivo catalogo delle nostre priorità nazionali.” “E qui emergono i due punti di riflessione che Ruini di fatto propone, ai cattolici certo, ma a tutto il paese, quando parla dell’importanza della politica, quando sembra invitare ad un vero rilancio della politica con la maiuscola.” “Il primo è che una politica con la maiuscola che non vuole essere una politica – totalità, come purtroppo è stata per tanto tempo nel corso del novecento, non può essere una politica ideologica. Presuppone invece un tessuto etico e culturale di qualità. Un tessuto in cui i valori siano garantiti dal sapere riconoscere il bene e il male, siano sostenuti da un senso diffuso di responsabilità morale. Non è vero, come lascia intendere tanta suadente propaganda, che ogni comportamento sia uguale, non è vero che “tutte le nostre inclinazioni e pulsioni sono di per sé buone e positive e che contrastarle genera complessi di colpa”.” “Il secondo punto di riflessione è che la politica con la maiuscola presuppone attori che non siano esclusivamente i partiti. Certo oggi scontiamo la debolezza dei partiti, la deriva verso la “presidenzializzazione”. Ma la politica con la maiuscola presuppone un vero pluralismo di attori politici: dai partiti, alle espressioni autentiche della società civile, alle istituzioni, rispettate da tutti perché appunto al servizio di tutti.” “Su questi obiettivi alti si profila un nuovo, impegnativo quadro per l’impegno politico dei cattolici in Italia. Le incognite sono molte, le risposte non sono facili, ma forse per questo ancora più urgenti.” “