Nonostante le “molte critiche e perplessità” sui metodi e i contenuti di questa campagna elettorale, la politica “rimane fondamentale per il perseguimento del bene comune e richiede l’attenzione e la convinta partecipazione di ogni cittadini, compreso l’esercizio del voto”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi il Consiglio episcopale permanente, in svolgimento a Roma fino al 29 marzo. Il presidente dei vescovi italiani ha sottolineato, in particolare, “l’importanza permanente, il valore e la non sostituibilità della politica nella vita di una nazione”. Per combattere la tendenza crescente all’astensionismo, secondo il cardinale, “sono necessari anzitutto l’impegno e la qualità dei comportamenti dei protagonisti della vita politica, ma anche dei responsabili dell’informazione, e più in generale una presa di coscienza ponderata e non troppo emotiva da parte dei singoli cittadini”. Per quanto riguarda la posizione della Chiesa, Ruini ha ricordato che non v’è alcuna “volontà di ingerenza in campi non propri”, ma soltanto l’intento di “aiutare lo sforzo di discernimento che ciascun credente, come ogni uomo di buona volontà, deve operare, nell’esercizio della propria libertà e responsabilità, evitando il più possibile indebite selezioni tra i valori dell’etica e della dottrina sociale cristiana ed avendo puntuale attenzione alle qualità morali, alla capacità e competenza dei singoli candidati, ai contenuti concreti dei programmi, ai comportamenti e orientamenti delle forze politiche”. Anche “tra coloro che hanno in comune il riferimento alla visione cristiana della realtà”, ha precisato il cardinale, può sussistere “una legittima varietà di opzioni”: ma la Chiesa non vuole “imporre” a nessuno, tantomeno ai “non credenti”, una “prospettiva di fede”, né intende “coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito”, come aveva già precisato il Papa al Convegno di Palermo nel 1995.