FINANZA ETICA: UNA ‘LINEA ETHICA’ PER CERTIFICARE L’ETICITÀ DELLE AZIENDE

Si chiama “Linea Ethica” ed è la nuova scommessa del Gruppo Re, dal 1984 al servizio della Chiesa. Un’associazione nata con lo scopo di portare criteri etici nel mondo della finanza e dell’impresa.
“‘Linea ethica’ – spiegano i promotori – si affianca all’esperienza che da quattro anni vede Gruppo Re impegnato con il S.Paolo Imi nella gestione dei ‘fondi etici’, supervisionati da un apposito comitato di moralità presieduto dal card. Ersilio Tonini. Alla luce di questa esperienza nasce l’associazione Linea Ethica, un vero e proprio ‘ente certificatore di eticità'”.
Il comitato si è ritrovato per la prima volta, nella sede di Roma del Gruppo Re, il 21 marzo, insieme agli economi di tre famiglie religiose: padre Alfredo Villanueva per i gesuiti, don Giovanni Mazzali per i salesiani e fra’ Giampiero Gambaro per i cappuccini. “Loro compito è quello di verificare l’eticità delle iniziative finanziarie ed economiche”.
“Le imprese che vogliono essere certificate sono valutate sulla base di alcuni indici ‘etici’, – spiega Ugo Gabino, segretario del comitato, tra i padri fondatori di Linea Ethica -. Se ne occupa E.Capital Partner, una società del gruppo, a partire dai parametri di eticità stabiliti da Finetica, una sinergia di ricercatori della Bocconi e della Pontificia Università Lateranense. Un’ipotesi allo studio individua come criteri di valutazione l’analisi delle attività di impresa. Se si tratta di pornografia, gioco d’azzardo, nucleare, contraccezione, prodotti militari, alcool, tabacco, la valutazione è negativa. L’attenzione alla trasparenza e alla tutela delle minoranze o dell’ambiente determinano, invece, profili etici che, a seconda dei casi, potranno essere alti, medi o bassi”.