CONVEGNO DELLE CHIESE DI SICILIA: IN ATTESA DI BARTOLOMEO I, “LE NOSTRE RADICI SONO IN ORIENTE”

“Ritengo che, al di là delle aspettative che ciascuno può coltivare, la cosa più importante sia il fatto stesso dell’incontro, del pregare insieme, di conoscersi personalmente”. Lo ha detto al Sir mons. Sotir Ferrara, vescovo di rito greco-bizantino che guida l’eparchia di Piana degli albanesi, a margine del IV Convegno della Chiese di Sicilia che da martedì 20 marzo è in corso ad Acireale (Catania). Domani arriverà anche il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, reduce da un pellegrinaggio in Calabria che lo ha portato lungo i santuari, i luoghi santi e i monasteri legati alla storia bizantina. Bartolomeo I parteciperà insieme al card. Edward I. Cassidy, già presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, ad una preghiera ecumenica. Ad attendere il Patriarca, c’è anche mons. Ferrara che dal 1989 guida una diocesi di 30.000 fedeli, in prevalenza albanofoni; oltre a Piana degli albanesi ne fanno parte i comuni di Contessa Entellina, Mezzojuso, Santa Cristina Gela, Palazzo Adriano. Proprio quest’anno ricorre il 550° anniversario della venuta dei primi albanesi in Sicilia, provenienti dai territori di dominio dell’Impero ottomano. Il 22 aprile prossimo ci saranno le celebrazioni. Delle quindici parrocchie sotto la giurisdizione di mons. Ferrara, 10 sono di rito greco e 5 di rito latino. ” Giovanni Paolo II – dice al Sir il vescovo – ha sempre avuto fiducia, dagli albori del suo pontificato, sulla possibilità che possa essere sanata questa ferita nel corpo della Chiesa. Il patriarca sarà accolto con gioia, le nostre radici sono in Oriente. E crediamo che le ragioni che hanno portato allo scisma tra la Chiesa d’Oriente e quella d’Occidente possano essere superate. Credo che la visita del papa in Grecia, a maggio, sia un segnale positivo di apertura al dialogo ecumenico”.