CEI: MONS. ANTONELLI NUOVO ARCIVESCOVO DI FIRENZE (2)

Da una nota contro le superstizioni ai nuovi Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il prossimo decennio, passando per il Convegno di Palermo, il Sinodo dei vescovi per l’Europa, il Giubileo. Sono solo alcuni riferimenti temporali dell’azione pastorale di mons. Ennio Antonelli nella comunità ecclesiale, prima da vescovo di Perugia e poi da segretario generale della Cei. Nel 1990, mons. Antonelli è vescovo di Perugia, e la sua nota pastorale “Contro le superstizioni”, va ben oltre i confini del territorio regionale. “La superstizione abbonda dove scarseggiano fede e istruzione religiosa”, afferma, sottolineando che la superstizione “è inconciliabile con la fede autentica. A nessuno – né sacerdote né tantomeno laico – è lecito fare esorcismi contro presunte possessioni e ossessioni diaboliche, se non è esplicitamente autorizzato dal vescovo”, come del resto “è sacrilego qualsiasi uso dell’Eucaristia in forme e finalità indebite, o ad opera di persone non autorizzate. Il primo impegno di mons. Antonelli, a pochi mesi dalla sua prima nomina a segretario generale della Cei, è la preparazione del grande Convegno ecclesiale di Palermo e del successivo documento dell’episcopato italiano, “Con il dono della carità dentro la storia. Il segretario della Cei invita, in particolare, al “coraggio della missione”, attraverso una “conversione pastorale” che comporta un impegno di prima evangelizzazione e un’azione rivolta ad incidere sulla mentalità della gente. Temi, questi ultimi, centrali anche nei nuovi Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il prossimo decennio, che verranno presentati nella prossima Assemblea della Cei a maggio, e ai quali mons. Antonelli sta dando un prezioso contributo. “Guardare al futuro con speranza”: il nuovo arcivescovo di Firenze sintetizza così l’impegno attuale della Chiesa nella storia, che per il cristiano “implica il saper dire le ragioni della propria fede ed accettarne tutte le conseguenze: esige coerenza, impegno a motivare ciò in cui si crede di fronte all’uomo di oggi”. ” “” “