“Una splendida testimonianza di spiritualità, di bontà, di serenità, di vicinanza ai sacerdoti e alla gente, di generosa dedizione al servizio pastorale”. Così mons. Ennio Antonelli, nominato oggi dal Papa nuovo arcivescovo di Firenze, definisce l’azione pastorale svolta dal card. Silvano Piovanelli, che ha guidato la Chiesa fiorentina per diciotto anni. In una lettera inviata al suo predecessore, Antonelli gli assicura che “della Sua paternità spirituale continuerà a giovarsi, insieme con me, tutta la comunità diocesana”. Il saluto seguente va ai vescovi della Toscana, con i quali Antonelli si prepara a “fare concreta esperienza di collegialità episcopale nell’amicizia e nella collaborazione”; poi “un rispettoso saluto alle pubbliche autorità”, verso le quali “sia la dottrina sociale della Chiesa sia il ricordo di Giorgio La Pira, ‘il sindaco santo’, mi inclinano ad essere interlocutore cordiale e attento in vista del bene comune”. Al centro della lettera del nuovo arcivescovo, la comunità diocesana in tutte le sue componenti, che rendono il popolo di Firenze “vivace e geniale, protagonista di una storia eccezionale di umanità, di cultura e di arte” : “i sacerdoti, i diaconi, le persone di vita consacrata, i laici impegnati, le famiglie, i giovani, gli anziani, i malati, i poveri, coloro che sono oppressi da qualsiasi genere di sofferenza. Per disposizione della divina Provvidenza faremo insieme un tratto di strada in questo inizio di millennio. Insieme, attraverso l’amore reciproco e l’amore verso tutti, cercheremo di testimoniare che Cristo è vivo e presente tra noi”. Mons. Antonelli precisa, inoltre, che “l’autorità del vescovo si colloca all’interno di una fraternità” e parte “dalla convinzione che una forte identità cristiana di per sé non innalza barriere, ma le abbatte: più si è fedeli al Vangelo e all’insegnamento della Chiesa e più si è capaci di valorizzare gli altri, di dialogare e di collaborare, per crescere tutti nella verità e nel bene”. ” “” “