ABUSI SESSUALI DI PRETI SU SUORE: MONS. ANDREOZZI, “NO” AI FACILI SCANDALISMI E ALLE GENERALIZZAZIONI

“Si è voluto ‘confezionare’ in modo scandalistico quello che, in realtà, è il risultato di un delicato e serio lavoro che la Santa Sede sta già facendo per portare avanti un’opera di chiarimento e di aiuto in casi di difficoltà”. Lo ha detto al Sir mons. Giuseppe Andreozzi, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per la cooperazione missionaria tra le Chiese e delle Pontificie Opere Missionarie, commentando una notizia riportata oggi da un quotidiano, che a sua volta rilancia informazioni diffuse in Italia dall’agenzia Adista sulla scorta di quanto rilevato dal “National Catholic Reporter”. Secondo il giornale statunitense, che cita il nome di sue suore americane e ricorda un “rapporto dettagliato e documentato” presentato in Vaticano nel 1995, nel mondo (e in particolare in Africa) ci sarebbero numerosi casi di suore stuprate o abusate sessualmente dai missionari, i quali avrebbero spesso spinto le religiose a far uso di anticoncezionali o ad abortire. “Le notizie riportate – continua Andreozzi – sembrano essere di carattere molto locale, e comunque circoscritte. La stragrande maggioranza dei missionari, comunque, gode della fiducia e della stima della popolazione. Personalmente, posso testimoniare l’apprezzamento e il credito sincero che i missionari riscuotono ovunque nel mondo, dove sono apprezzati per la loro valida formazione personale e per le forti motivazioni sul piano ecclesiale”. “Il problema è conosciuto, ed è ristretto ad un’area geografica limitata”, ha commentato oggi il portavoce vaticano, Koaquin Navarro Valls, in merito alle notizie filtrate in materia. E ha aggiunto: “La Santa Sede sta trattando la questione in collaborazione con i vescovi, con l’Unione Superiori Generali e con l’Unione Internazionale Superiore Generali”. In casi simili, ha aggiunto Navarro, “si lavora sul doppio versante della formazione delle persone e della soluzione dei casi singoli”. “Alcune situazioni negative – ha concluso il portavoce vaticano – non possono far dimenticare la fedeltà spesso eroica della stragrande maggioranza di religiosi, religiose e sacerdoti”.