ORIENTAMENTI PASTORALI: OLIVERO, “NON C’È FUTURO SENZA GIOVANI”

“Dobbiamo ridisegnare il mondo partendo dai giovani”. E’ l’appello rivolto da Ernesto Olivero, fondatore del Sermig (Servizio missionario giovanile) di Torino, alle “autorità religiose e civili”, chiamate a “fare un profondo esame di coscienza e a offrire ai giovani occasioni crescenti di responsabilità pubbliche”. Sull’ultimo numero di “Orientamenti pastorali” (2/2001), la rivista del Cop (Centro di orientamento pastorale), Olivero lancia anche un messaggio agli stessi giovani, sollecitati a “lottare con ancora maggiore convinzione per ottenere ciò che desiderano”, a “combattere senza violenza ma con determinazione e coraggio per un domani migliore”. Oggi, osserva Olivero andando contro gli stereotipi sul mondo giovanile, “di fatto i giovani vivono in una terza guerra mondiale, senza un fronte né un orizzonte, tra le rovine di principi accantonati dagli adulti, tra il crollo di tanti valori morali, tra migliaia di compagni morti di niente e per niente”. Quei giovani, però, “che hanno infranto il muro dell’egoismo e della paura sono diventati amministratori, insegnanti, artisti, operai, imprenditori illuminati e responsabili, monaci e monache buoni, e giovani con un grande avvenire davanti. Sembrano una minoranza, ma dimostrano che i giovani se trovano un po’ di terreno fertile fruttificano e producono speranza per sé e per gli altri”. Di fronte ai giovani, conclude il fondatore del Sermig, “è credibile solo chi vive le parole che pronuncia. Le parole buone devono essere testimoniate da fatti buoni. Anche i giovani devono sapere che si cresce solo nell’impegno”. Tra gli altri argomenti di “Orientamenti pastorali”, un dossier su “La catechesi oggi in Italia”, con riflessioni di carattere generale, esperienze dal territorio e un approfondimento su una nuova figura ecclesiale, il “coordinatore dei catechisti”.