Sono due le sfide che attendono la Chiesa nell’Europa sudorientale oggi: il dialogo e la cooperazione con le altre Chiese e l’evoluzione di società pluralistiche e democratiche nei Paesi di questa regione. E’ quanto emerge dal comunicato finale, diffuso oggi, della consultazione delle Conferenze episcopali dell’Europa sudorientale che si è svolta a Vienna il 14 e 15 marzo, promossa dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee) per discutere “il contributo della Chiesa cattolica tra i popoli e le comunità per costruire delle società civili stabili e democratiche nell’Europa sudorientale”.” “”La prima sfida – si legge nella nota – riguarda il dialogo e la cooperazione con le altre Chiese, in particolare con quella ortodossa e la comunità islamica. Secondo le differenti situazioni in questa regione sono richiesti approcci diversi. Ad ogni modo – si ribadisce – tutte le iniziative a favore della pace e dello sviluppo devono basarsi sulla cooperazione ecumenica ed interreligiosa”. Altra sfida che attende la Chiesa è “l’evoluzione di società civili democratiche e pluraliste nei Paesi di questa regione dopo il comunismo e il nazionalismo”. Il comunicato mette, infatti, l’accento sull’importanza della “formazione dei laici perché siano cittadini attivi ed impegnati in questa nuova società”. Particolare attenzione viene posta sul bisogno di media liberi, indipendenti e democratici e sul potenziale ruolo della Chiesa nel promuovere questo sviluppo. Nel comunicato, infine, i vescovi affermano che “una vera riconciliazione ed una stabilità durevole in questa regione richiede pazienza e impegno continuo”. La consultazione ha, inoltre, fornito una rassegna delle attività svolte dalle organizzazioni cattoliche nella regione rivelandone il grande contributo umanitario, rivolto ai più deboli, non solo cattolici, ma a tutte le popolazioni dell’area.” “