CURDI: IN TURCHIA DELEGAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII CHIEDE DEMOCRAZIA E DIFESA DEI DIRITTI UMANI

In nome della democrazia, dei diritti umani e della libertà. Con questa “bandiera” una delegazione dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII è partita sabato 10 marzo alla volta della Turchia. “Con altre delegazioni europee – spiega Giovanni Grandi che fa parte della delegazione italiana – saremo presenti come osservatori internazionali alle celebrazioni di Newroz, il capodanno curdo che si celebra il 21 marzo a Diyarbakir. Con la nostra presenza vorremmo lanciare un appello di pace a tutta la popolazione della Turchia affinché siano scoraggiate ogni tipo di violenza e di tensione che hanno caratterizzato nel passato questa celebrazione”. La festività del Newroz è stata vietata negli ultimi decenni e la sua celebrazione è stata causa di scontri e massacri. Solo la presenza di osservatori esterni è valsa ad attenuare la durezza della repressione. La svolta di pace e di dialogo annunciata dalla popolazione curda ha consentito, il 21 marzo 2000, la prima celebrazione legale e pacifica del Newroz. “La nostra attività – spiega Grandi – si inserisce nel quadro del progetto Go-El, che si occupa della difesa dei diritti umani e della promozione della democrazia e dell’obiezione di coscienza in Turchia”. Nel corso della visita in Turchia, la delegazione di papa Giovanni XXIII incontrerà i giovani obiettori di coscienza (che “pagano col carcere questa scelta”) e il gruppo di 224 sindacati, associazioni di volontariato e ong che aderiscono in Turchia ad una piattaforma comune per la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Grandi ha anche annunciato che il 15 maggio prossimo si terrà in Turchia un incontro degli obiettori di coscienza curdi e nello stesso giorno verrà presentato e consegnato alle Nazioni Unite un rapporto sulla violazione dei diritti umani commessi dall’esercito turco. “Il nostro compito – spiega Giovanni Grandi – è quello di conoscere questa realtà e soprattutto le persone che ne sono coinvolte per dar loro voce e contribuire anche dall’Italia ad un cambiamento del Paese turco, a partire dalla costituzione della democrazia e soprattutto dal rispetto dei diritti umani”. ” “” “