“Viviamo in un mondo che ci propone lo zapping, il saltare da un’immagine all’altra senza alcuna connessione”: è la riflessione di padre Timothy Verdon, camerlengo del Capitolo di S. Maria del Fiore a Firenze, intervenuto al convegno internazionale “L’immagine di Cristo da van Eyck a Bernini”, che si concluderà domani a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni. “Oggi si nota una discontinuità con l’arte del passato, perché la cultura del nostro tempo non ha più la straordinaria capacità mistica del Medioevo, ad esempio – ha dichiarato al Sir -. Ma le singole comunità ecclesiali, plasmate dalla liturgia e dall’esperienza radicata nella Scrittura, possono comunicare agli artisti l’elemento creativo dei testi sacri”.” “”La frammentazione delle immagini in cui siamo immersi tende alla distruzione dell’uomo”, avverte il gesuita Heinrich Pfeiffer, direttore alla Gregoriana del Corso superiore per i Beni culturali della Chiesa, presente al convegno promosso dalla Pontificia Università Gregoriana, dal Comune di Roma e dalla Biblioteca Hertziana. “Di fronte alle sequenze totalmente casuali e senza logica dei fotogrammi occorre ritrovare un collegamento – afferma -. E nella pastorale bisogna educare a fruire l’immagine sacra: innanzitutto, contemplandola in silenzio per alcuni minuti, lasciandosi impressionare dalla sua forza creativa; poi è necessario cercare nella memoria le pagine della Scrittura che l’hanno ispirata e, infine, individuare la teologia che sta dentro l’immagine stessa”.” “