IRAQ: ‘CARITAS INTERNATIONALIS’, “STOP ALLL’EMBARGO CONTRO L’IRAQ

A chiederlo è la “Caritas internationalis” che in un comunicato diffuso oggi richiama l’attenzione dei Governi “sull’impatto che queste sanzioni stanno avendo sugli strati più deboli della popolazione irachena”.” “”Dopo gli ultimi bombardamenti da parte degli Stati Uniti e Regno Unito – si legge nella nota -, incontri tra il Governo iracheno e il Segretario delle Nazioni Unite e dichiarazioni pubbliche da parte americana, le sanzioni sono ad una svolta”. La “Caritas internationalis”, che raduna 154 organismi cattolici di volontariato attivi in 198 Paesi, ribadisce “la sua preoccupazione sulle conseguenze morali e sui costi umani del braccio di ferro con l’Iraq”. Dal 1995 la Caritas, attraverso la sua organizzazione irachena, la “Confraternita della carità”, è impegnata nella distribuzione di cibo e acqua, in programmi di emergenza per bambini, cure sanitarie per neonati, disabili, sistemazioni di alloggi. Sino ad oggi, prosegue la Caritas, “sono state assistite 250 mila persone, 18 mila neonati, 4000 persone ospedalizzate, costruite 320 case e tre scuole. Inoltre sono stati riabilitati due pozzi, uno al Nord ed uno al Sud del Paese”. Tuttavia, rileva ancora la Caritas, questo sforzo umanitario “copre solo una piccola parte dei bisogni dell’Iraq che prima del conflitto con l’Iran aveva buoni livelli di vita, di salute, di istruzione e cultura. Oggi, invece, occupa il 126 posto nell’Indice di sviluppo umano, il più basso tra quelli dei Paesi vicini”. Nell’invocare la sospensione delle sanzioni la Caritas, infine, richiama le parole di Giovanni Paolo II che in più di una occasione aveva chiesto “compassione” per “i deboli e gli innocenti che non possono pagare per colpe di cui non sono responsabili”.” “