MAFIA: TRE FRONTI SU CUI COMBATTERLA

La Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali tira le somme dopo cinque anni di lavoro. “Si sono ottenuti risultati importanti”, dice Giuseppe Lumia, presentando questa mattina la relazione conclusiva. “I latitanti catturati in Italia e all’estero dal 1995 al 2000 sono stati 2118, una cifra significativa. Solo nel 2000 la Procura di Palermo ha emesso 116 condanne all’ergastolo”. ” “Le proposte avanzate dalla Commissione si muovono su tre fronti: “repressione giudiziaria, contrasto economico, contrasto sociale e culturale”. Gli strumenti a disposizione sono diversi: “il doppio binario, cioè un regime diverso per i reati di mafia in ogni legge, l’ergastolo per i mafiosi, stabilizzare il 41-bis (il cosiddetto carcere duro), confiscare anche i beni delle società e non solo delle persone”. E ancora “colpire i patrimoni, incentivare la lotta a racket, usura, riciclaggio e appalti riducendo, ad esempio, le stazioni appaltanti”. ” “Un richiamo importante va alla formazione alla legalità. “C’è apprezzamento per la collaborazione con Libera e altre associazioni perché le nuove generazioni conoscano le mafie e possano costruire la legalità con una nuova progettualità”. Duro monito alla politica perché siano “evitate le interferenze mafiose nella dialettica elettorale”. La politica deve “capire che la mafia è pericolosa anche se non spara” e allontanare “i politici che colludono e coabitano” con la criminalità.” “La sfida che si profila per i prossimi anni è quella con “le nuove mafie, soprattutto quelle dell’est europeo”. La lotta sistematica al “riciclaggio e alla vergognosa tratta degli esseri umani” non deve confondersi con la questione immigrazione. “Bisogna smetterla di dare addosso agli immigrati. Sono una risorsa. Il vero problema è rappresentato dalle mafie. È loro che dobbiamo colpire”.” “” “” “