OTTO MARZO: ONU, “MANDIAMO LE BAMBINE A SCUOLA PER VINCERE LA FAME NEL MONDO”

egli 875 milioni di adulti analfabeti, due terzi (583 milioni) sono donne. A renderlo noto è il “World Food Programm” (Wfp), il Programma alimentare mondiale delle nazioni unite, che alla vigilia della Festa della donna chiede alla comunità internazionale “di intensificare gli sforzi per far sì che le bambine e le ragazze dei Paesi in via di sviluppo abbiano accesso all’istruzione”. “L’educazione scolastica delle bambine e delle ragazze del Sud del mondo – ha detto oggi Catherine Bertini, direttore esecutivo del Wfp – è una delle armi più formidabili per combattere la fame e la povertà del pianeta”. Secondo Bertini, infatti, “la principale priorità della comunità internazionale dorrebbe diventare colmare il grande solco che divide il livello di istruzione e di presenza scolastica di uomini e donne”. Oltre a dare alle donne “un futuro lavorativo”, spiega l’agenzia alimentare dell’Onu, l’istruzione migliora la “qualità della vita” delle donne: “A scuola – continua Bertini – le bambine non solo imparano a leggere ed a scrivere, ma capiscono quali possibilità la vita riserva loro”. Come una bambina del Benin, che “siamo riusciti a far tornare a scuola perché le davamo olio per cucinare che lei portava alla sua famiglia. In quell’anno, quella bambina si è decisa a frequentare un corso da infermiera e la sua vita è cambiata”. Il Wfp promuove dal ’91 l’educazione scolastica femminile attraverso il programma “Take-home rations”, lanciato per la prima volta nello Yemen; oggi, quel programma è attivo in 16 Paesi e consente a milioni di ragazze di avere un’istruzione. Nel 1999, il Wfp ha distribuito cibo nelle scuole il 52 Paesi a oltre 11 milioni di alunni: oltre 5 milioni di essi, quasi la metà, erano bambini.