Un appello a “fermare la guerra” rivolto a tutte le parti in conflitto, l’appoggio al “dialogo inter-governativo” perché “si giunga ad un governo d’unità nazionale” e la proposta di istituire una commissione “Verità e riconciliazione” . Sono questi i punti essenziali di un documento diramato dalla Conferenza episcopale della Repubblica democratica del Congo (riunitasi a Kinshasa dal 26 febbraio al 3 marzo) e diffuso oggi dall’agenzia internazionale Fides. I vescovi condannano “fermamente” ogni ricorso alla violenza. “L’esperienza – aggiungono – ci ha insegnato che ogni potere conquistato o conservato con le armi finisce per diventare oppressivo, o repressivo delle libertà fondamentali e dei diritti elementari dei cittadini”. Il popolo “esige piuttosto la costruzione di uno Stato di diritto, d’una Nazione forte e prospera nell’integrità del suo territorio e nella salvaguardia della sua sovranità internazionale”. I vescovi avanzano richieste precise: “Noi insistiamo perché il ritiro delle truppe d’aggressione sia accelerato, al fine di permettere al nostro paese di ritrovare la sua integrità territoriale”. Incoraggiano il “dialogo tra congolesi” in un clima di comprensione e dichiarano e domandano “ai politici di non prendere il popolo in ostaggio con la menzogna e l’inganno, di non beffarsi di lui o di compiere atti che tradiscano la fiducia a loro conferita”. Infine ricordando l’appello del Papa al perdono, concludono: “Tutti sappiamo che senza riconciliazione non ci sarà mai la pace tra noi. Ecco perché vi esortiamo, con il Papa, ad offrirvi reciprocamente il perdono, al fine di ricevere la pace”. “L’amore reciproco – affermano – è alla base d’ogni impegno a favore della riconciliazione, della pace, della ricostruzione del nostro paese e del consolidamento della Nazione congolese”.