OTTO MARZO: FIVOL E CARITAS, IL VOLONTARIATO È “SEMPRE PIÙ DONNA”

Sono 410 mila le donne impegnate nel volontariato: a renderlo noto è la Fivol (Fondazione italiana per il volontariato), che nella sua ultima indagine rileva che al suo interno circa un terzo delle organizzazioni (3.287 su 10.516, pari al 32%) sono “a forte o esclusiva presenza femminile”. “Le organizzazioni femminili – si legge in una nota – sono di formazione più recente, nascono nell’ambito delle istituzioni ecclesiali – parrocchie e Caritas – e sono meno affiliate alle grandi centrali del volontariato nazionale. Più spiccata è pertanto l’ispirazione cristiana e più stretto è il rapporto con le istituzioni ecclesiali da cui ricevono sostegno, spazi e risorse”. “Meno formalizzate, più snelle e meno burocratizzate”, le organizzazioni di volontariato “in rosa”, secondo l’indagine della Fivol, sono costituite da persone in età matura: “Le volontarie hanno superato i 45 anni e sono più impegnate sul versante socio-assistenziale che sanitario, al contrario delle organizzazioni a elevata presenza maschile. Le utenze principali e tipiche del volontariato femminile sono quelle degli anziani, dell’età evolutiva ma anche delle famiglie. Sono anche le organizzazioni che si fanno carico dei ‘disagi femminili’ e dei poveri, degli immigrati e dei disabilii”. Intanto, comincia oggi (fino al 10 marzo), a S. Giorgio di Piano (Bologna), il Convegno nazionale delle ragazze che svolgono l’Anno di volontariato sociale (Avs) in Italia, promosso dalla Caritas. Al centro dei lavori, la nuova legge che estende il servizio civile anche alle donne. L’Avs, ricorda la Caritas, è nato nel 1981 come “servizio alla patria” al femminile: in 20 anni, sono state coinvolte circa 70 Caritas diocesane, e oggi circa 50 ragazze dai 18 ai 26 anni si mettono a disposizione, a tempo pieno, per gli “ultimi ” e per promuovere la cultura della solidarietà. ” “” “