NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana

Non è anacronistico parlare di patria nel tempo della globalizzazione e nell’Europa dell’Unione. E’ questo il senso del pellegrinaggio della memoria che il presidente Ciampi ha compiuto a Cefalonia: per riscattare da un colpevole oblio le 9.436 vittime di quello che fu “il primo atto della Resistenza di un Paese libero dal fascismo” e per proseguire quella restaurazione di una certa idea di patria che sta pervicacemente perseguendo dal momento del suo insediamento al Quirinale.” “Il momento in effetti è particolarmente significativo sotto due profili.” “La ridefinizione del sistema politico ormai in atto da diversi anni per raggiungere una stabilità ha bisogno non solo di attori sufficientemente adeguati, ma ha assoluta necessità bisogno prima di tutto di una base comune condivisa di riferimento e di valori. In secondo luogo l’enfasi accordata alla storia contemporanea nel dibattito pubblico e nei curricoli scolastici reclama una de-ideologizzazione dello stesso dibattito storiografico e comunque prima di tutto un ritorno ai fatti.” “Operazione necessaria, questa di un ritorno equilibrato e propulsivo all’idea di patria, è tuttavia certamente una operazione complessa. Passa infatti per la “persuasione”, per il convincimento e deve scontare una progressiva caduta di qualità del tono del cosiddetto dibattito e della cultura diffusa. L’impegno ad alzare questo tono qualitativo e ad abbassare la tensione puramente ideologica dovrebbe essere un convergente obiettivo di tutti coloro, e non sono pochi neppure nella società di oggi, che non sono direttamente implicati come “parti” ed hanno a cuore il bene comune.” “Tanto più che “il senso della patria” è un punto fondamentale anche nella più ampia prospettiva di questo 2001 proclamato dalle Nazioni Unite “anno internazionale del dialogo fra le civiltà”. A questo proposito nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace di quest’anno lo stesso Giovanni Paolo II ha insistito sull'”amor di patria” come “un valore da coltivare”. Ed indica anche l’atteggiamento culturale e spirituale giusto: “senza ristrettezze di spirito, amando insieme l’intera famiglia umana ed evitando quelle manifestazioni patologiche che si verificano quando il senso di appartenenza assume toni di autoesaltazione e di esclusione della diversità, sviluppandosi in forme nazionalistiche, razzistiche e xenofobe”.” “”Il secolo delle idee assassine”: è il titolo dell’ultimo libro di uno storico inglese, Conquest, ha dedicato ai totalitarismi. Non bisogna dimenticare e al benessere ed alla pace di cui godiamo ormai da tre generazioni è sempre più urgente dare un rinnovato spessore di cultura e di valori.” “” “” “