Nel discorso rivolto ai presidenti delle regioni e delle provincie autonome italiane, ricevuti in udienza questa mattina, anche il Papa ha toccato i temi delle riforme istituzionali, della famiglia, della solidarietà con i soggetti deboli, già ricordati dal presidente Enzo Ghigo nel saluto iniziale. “Non vi è chiesto – ha detto Giovanni Paolo II ai presidenti delle regioni – di operare una semplice riorganizzazione delle istituzioni. Occorre anche assicurare che le istituzioni siano sempre capaci di promuovere la solidarietà fra le persone, perseguire il bene comune e accogliere l’originale e autonomo contributo delle formazioni sociali”, senza dimenticare, ha aggiunto, “che, nel rispetto delle reciproche competenze, si aprono spazi di fruttuosa collaborazione pure tra le Regioni e le varie articolazioni delle Comunità ecclesiali locali”, come previsto dal nuovo concordato.” “Particolare attenzione, ha chiesto il Papa agli amministratori regionali, “prestate alla famiglia il cui ruolo è fondamentale per la costruzione della società. Agevolate la formazione del nucleo familiare, sostenendolo con misure appropriate nell’assolvimento delle proprie peculiari funzioni. Penso, tra l’altro, alle attese delle giovani coppie, alle difficoltà connesse con il lavoro e la casa che spesso ritardano di molto il matrimonio e il formarsi della famiglia, all’educazione dei figli e al necessario mutuo aiuto tra i membri del focolare familiare. Preoccupatevi del mondo della scuola. In quest’ambito concorrono competenze statali e regionali, che vanno ugualmente orientate a garantire la libertà delle scelte educative di ogni famiglia”.” “Il Papa ha poi sollecitato “solidarietà verso le persone deboli, malate o in difficoltà”: “Grazie a oculate scelte di politica sociale – ha raccomandato – non fate mancare ad esse il sostegno necessario per dar soluzione ai loro complessi e molteplici problemi. Sia vostra cura costante andare incontro a tutto ciò che tocca la vita e i bisogni dell’essere umano: dalla sanità all’assistenza sociale, all’istruzione e alla formazione professionale, alla cultura e ai beni storico-artistici, al lavoro e alle attività produttive, all’assetto del territorio e alla tutela dell’ambiente”.” “