SANTA SEDE: CRISTIANI E MUSULMANI PORTINO VALORI NELLA TECNOLOGIA

Dialogo e collaborazione tra cristiani e musulmani per promuovere i valori comuni e scongiurare il rischio di una tecnologia senza etica: sono stati invocati dal card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, nel messaggio augurale ai musulmani in occasione della fine del mese del Ramadan, che cade quest’anno intorno al 14 dicembre, incentrato sul tema: “Promuovere i valori umani in un’era tecnologica”. “Nell’indirizzarmi a voi”, scrive il cardinale Arinze, “non posso dimenticare, innanzi tutto, i drammatici avvenimenti che conosce il nostro mondo, avvenimenti che toccano in maniera particolare i cuori dei credenti delle religioni monoteiste. I fedeli che adorano il Dio unico sono chiamati ad essere nel mondo artefici di una civiltà fondata sui valori imperituri della pace e della giustizia, dell’unità e dell’amore, del dialogo e della libertà, della cooperazione e della fraternità, fra le persone e fra i popoli. Possano i gesti di solidarietà e di fraternità fra i credenti e gli uomini di buona volontà condurre la società su nuove vie, nel rispetto e nella promozione dei valori umani!” Riconoscendo l’importanza della tecnologia in tutti i campi, il cardinale mette però in guardia dai rischi, soprattutto “nell’ambito genetico”, “di mettere a repentaglio la stessa vita umana ed il rispetto che le è dovuto”, per cui, anche per la tecnologia informatica “molto dipende dall’uso che l’uomo fa di questi mezzi”. Sia la Bibbia, sia il Corano, osserva il cardinale, parlano “dell’essere umano che fa l’esperienza della tentazione e del peccato”, e di voler “mettersi al centro, dimenticando Colui che lo ha creato”. Cristiani e musulmani, “insieme con i credenti delle altre religioni e con le persone di buona volontà”, si chiede, “non possono forse lavorare insieme per proteggere i grandi valori umani, minacciati da un mondo in continuo mutamento?” “Si tratta innanzitutto del diritto alla vita, che è da difendere dal concepimento fino alla morte naturale” ma anche della promozione della “dignità della persona umana”, della “giustizia sociale, la pace e la libertà”. Si tratta di “proteggere e promuovere insieme questi valori in un’era tecnologica” prima di tutto “con il dialogo, che è per sua natura uno scambio aperto e amichevole”, e che “dovrà vertere essenzialmente sulle dimensioni etiche delle nuove scoperte”: “Così il nostro dialogo e la nostra collaborazione dovranno essere vissuti a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale e mondiale. Tutti e tutte sono chiamati a contribuirvi, ciascuno secondo le proprie responsabilità e capacità”.