“La legge – commenta al Sir Ciro Intino, segretario generale del Comitato – non consente processi di surrettizia equiparazione tra le famiglie legittime, fondate sul matrimonio, e convivenze di fatto. E pertanto rappresenta un punto di fondamentale importanza a partire dal quale sarà possibile ripensare i molteplici interventi di politica sociale che competono alla Regione ed agli altri enti locali”. Il comitato delle associazioni familiari del Lazio al quale aderiscono oltre 40 associazioni, rimarca anche “la forte valenza culturale da attribuirsi alla normativa che riconosce il concepito quale componente, a tutti gli effetti, del nucleo familiare”. L’auspicio del Comitato è ora “la riforma dell’art. 1 del codice civile e sappiamo – aggiunge Intino – che sono in cantiere iniziative popolari per una riforma legislativa volta ad attribuire capacità giuridica al concepito”.
Circa poi l’art. 8 della legge che riguarda l’associazionismo familiare, Intino afferma: “le previsioni normative in tema di ruolo delle associazioni familiari consentiranno di passare da una politica esclusivamente di aiuto alla famiglia ad una politica distintiva e promozionale di questo fondamentale nucleo della società”. Per il Comitato, la legge sancisce la necessità di “promuovere ed incentivare quelle forme di autogoverno sociale e di piccola imprenditorialità familiare che oggi iniziano a dispiegarsi anche nella realtà della nostra Regione”.