L’University Day, arrivato alla sua quinta edizione, sarà celebrato il 5 dicembre in undici atenei italiani (Vercelli, Università Cattolica di Milano, Genova, Padova, Parma, Pisa, Oristano, Foggia, Benevento, Cosenza e Ragusa) con un momento pubblico di riflessione cui prenderanno parte rettori, docenti e studenti. Promossa dalla Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana) l’University Day nasce come giornata di riflessione su tematiche riguardanti l’università italiana e sarà dedicata quest’anno ai cambiamenti del sistema universitario nazionale, a partire dalla applicazione della Riforma nei diversi atenei. La Fuci vuole cioè “capire come le diverse sedi si sono adeguate alle tante novità, come gli studenti si sono introdotti in tale nuovo sistema, ma soprattutto quali finalità formative gli atenei stessi hanno scelto nella progettazione della nuova università”. Per la Fuci, “la Riforma del 3 più 2 (laurea triennale più laurea specialistica) costituisce un’opportunità per dare risposta alle esigenze di aggiornamento degli studi superiori, per risolvere la questione degli abbandoni degli studi, per formare giovani competitivi con i colleghi europei e per rendere i corsi stessi attenti al mondo del lavoro. Con la Riforma, l’Università diventa una realtà che chiede velocità, specializzazione, flessibilità e il rischio potrebbe essere quello di sacrificare, per tali esigenze, la formazione di base dello studente”. Le osservazioni, riflessioni e preoccupazioni dell’intera Federazione, in relazione al tema dell’University Day, sono state raccolte e sintetizzate in un documento redatto dalla presidenza nazionale della Fuci, che sarà presentato nel corso della Conferenza Stampa del 30 novembre (ore 11, Domus Mariae, via Aurelia 481 – Roma).