Ogni insegnamento religioso ha “diritto di piena cittadinanza in ogni società”. Negare questo rispetto significa “imporre un limite alle persone di esprimere i loro sentimenti più profondi”. Lo ha detto mons. Diarmuid Martin, capo della delegazione della Santa Sede, parlando alla Conferenza consultiva sull’educazione scolastica, dedicata alla libertà di religione e di convinzione, alla tolleranza e alla non-discriminazione che si è svolta a Madrid dal 23 al 25 novembre. “Sfortunatamente – ha aggiunto mons. Martin – troppo spesso, la religione è presentata superficialmente solo in contesti di divisione e intolleranza, piuttosto che per la sua capacità di favorire il rispetto e l’unità. Ovviamente, la libertà religiosa deve essere esercitata in modo che sia pienamente rispettosa delle visioni e delle tradizioni religiose dell’altro”. Molto può contribuire la scuola. I curricula di educazione religiosa nelle scuole di base dovrebbero includere “programmi che favoriscono una più accurata e sensibile conoscenza ed una comprensione di ampio respiro delle tradizioni religiose”. “Molti degli stereotipi negativi e pericolosi – ha proseguito mons. Martin – derivano da una mancanza di conoscenza e da una mancanza di comprensione aperta e positiva dei principi delle tradizioni religiose dell’altro”. A Madrid mons. Martin ha lanciato un appello affinché maggiori sforzi siano compiuti “dalle comunità religiose e dai loro leader perché i fattori religiosi non siano usati per esacerbare le già esistenti divisioni storiche, etniche, sociali e politiche. I fondamentali valori delle religioni dovrebbero essere piuttosto finalizzati a rigettare la violenza come mezzo per risolvere le dispute. Allo stesso tempo, i leader religiosi dovrebbero essere attenti a rigettare le false interpretazioni dei principi religiosi che offendono la dignità umana o l’unità della famiglia umana”. “Laddove c’è rispetto reciproco tra i gruppi religiosi – ha concluso mons. Martin – diventa possibile per tutti lavorare per il bene comune, senza che nessuno rinunci alle sue più profonde convinzioni”.