CLONAZIONE UMANA: SANTA SEDE, “UNA MODALITÀ DISUMANA”

Una modalità “disumana” che può dare origine ad una nuova vita che “conserva comunque la sua dignità come quella di ogni vita umana alla quale sia data l’esistenza”. Così in un comunicato diffuso oggi, la Santa Sede commenta l’esperimento della produzione di un embrione umano in vitro annunciato dall’Advanced Cell Technology. “Gli autori – si legge nel comunicato – hanno ribadito che la loro intenzione non è quella di dare origine ad un individuo umano. Ma quello che essi nel loro articolo chiamano, da scienziati, ‘early embryo’, embrione allo stadio iniziale, che cos’è? Ecco allora che ritorna in tutta la sua attualità l’interrogativo bioetico, mai sopito per la verità, su quando considerare l’inizio della vita umana”. “L’evento – aggiunge la Santa Sede – ci riporta, dunque, prepotentemente, a ribadire con forza che l’inizio della vita umana non può essere fissato per convenzione ad un certo stadio dello sviluppo dell’embrione; esso si situa, in realtà, già al primo istante di esistenza dell’embrione stesso”. La Santa Sede chiede “una valutazione pacata ma ferma, che mostri la gravità morale di questo progetto e ne motivi la condanna inequivocabile. Il principio – aggiunge – che di fatto viene introdotto, in nome della salute e del benessere sancisce, infatti, una vera e propria discriminazione tra gli esseri umani in base alla misurazione dei tempi del loro sviluppo (così un embrione vale meno di un feto, un feto meno di un bambino, un bambino meno di un adulto), capovolgendo l’imperativo morale che impone, invece, la massima tutela e il massimo rispetto proprio di coloro che non sono nelle condizioni di difendere e manifestare la loro intrinseca dignità”. ” “Sulla questione, è intervenuto anche il Movimento per la vita. “L’annuncio degli scienziati americani – afferma il suo presidente, Carlo Casini – torna a porre con estrema urgenza la necessità di arrivare in Italia ad una legge che regoli il Far West procreatico”. “Indignarsi a corrente alternata per le notizie che la cronaca suggerisce – prosegue Casini – non basta più”.” “