La traduzione interconfessionale della Bibbia in lingua corrente “rappresenta uno dei frutti più belli e significativi della collaborazione tra le Chiese e comunità ecclesiali in Italia. E’ interessante notare come lo studio per una comprensione più appropriata del testo sacro favorisca il superamento di divisioni prodotte nel corso della storia, le quali traevano alimento proprio da interpretazioni divergenti di alcuni brani biblici. Tutti auspichiamo che tale possibilità di incontro e di dialogo vada sempre più approfondendosi”. Lo ha detto questa mattina Giovanni Paolo II, ricevendo in udienza i membri della delegazione dell’Alleanza biblica universale e della Società biblica in Italia, in occasione del venticinquesimo anniversario della pubblicazione del volume “Parola del Signore, il Nuovo Testamento, traduzione interconfessionale in lingua corrente”. All’udienza era presente anche mons. Alberto Ablondi, presidente della Federazione biblica cattolica. “La pubblicazione della traduzione interconfessionale nel linguaggio della gente comune – ha detto il papa – si presenta come l’iniziativa di maggior rilevanza ecumenica attuata in Italia. Essa costituisce, per un gran numero di nostri contemporanei, un valido contributo in ordine alla conoscenza e alla familiarità con la Parola di Dio”. “Nella traduzione interconfessionale della Bibbia da voi curata – ha aggiunto il papa -, avete cercato di rimanere fedeli al tenore dei testi originali. Avete voluto altresì rendere il testo comprensibile ai lettori contemporanei, utilizzando le parole e le forme della lingua di tutti i giorni. L’eccezionale diffusione dell’opera sta a dimostrare il favore e l’ampio apprezzamento ottenuti nei diversi ambienti ecclesiali e culturali”. Il Santo Padre ha ricordato che proprio di questa traduzione la Chiesa si è avvlasa per la Giornata mondiale della gioventù di Roma come pure in tante altre iniziative ecumeniche attuate durante il Giubileo.