“Per curare un uomo, se ne sopprime un altro; questa è la verità che non si vuole dire, perché da sé condannerebbe qualunque sperimentazione sull’embrione”. Lo afferma Marco Doldi, teologo moralista, che in una nota per il Sir propone alcune osservazioni di carattere etico e culturale sull’annuncio fatto dalla Advanced Cell Techonology di aver clonato per la prima volta un embrione umano. Per negare questa verità, prosegue Doldi, “si moltiplicano i termini come: embrione precoce, pre-embrione, ovulo fecondato, ecc. Fino a quando non si avrà il coraggio di far chiarezza su questo punto, difficilmente si fermeranno gli attentati contro la dignità di ogni essere umano. Poco importa che vi siano dei codici etici o dei provvedimenti governativi: senza un supporto scientifico vero ed oggettivo entro breve l’opinione pubblica verrà persuasa che, in certi casi, la clonazione sia un progresso per l’umanità”. ” “Doldi ricorda che già nel 1997, la Pontificia Accademia per la vita chiedeva alla comunità scientifica di non procedere alla clonazione umana perché “certamente la ricerca poteva teoricamente proseguire, ma per il bene dell’umanità era bene fermarsi”. L’annuncio di sabato scorso è stato ripreso da tutti gli organi di informazione anche se – aggiunge Doldi – “il condizionale è d’obbligo, perché la ricerca non è stata ancora pubblicata dalle competenti riviste scientifiche; inoltre, alcuni genetisti hanno espresso le loro perplessità sul fatto che la maturazione del clone venga interrotto così precocemente: questo indicherebbe un fallimento”. (segue)” “