Sul fronte della lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali nel mondo, i vescovi della Comece hanno espresso apprezzamento per “l’esito straordinario” dell’incontro dell’Organizzazione mondiale del commercio a Doha, che, ha concluso mons. Nicora “ha finalmente aperto una prospettiva di migliore accesso dei Paesi in via di sviluppo allo scambio, per crescere con le proprie economie e diventare interlocutori alla pari degli altri”. In questo senso la Comece ha pubblicato il 24 ottobre scorso un rapporto, preparato da un gruppo di esperti internazionali sulla “Governance mondiale”, che consiste nell’istituire un gruppo formato da 24 membri (tra capi di Stato e di Governo, responsabili delle Nazioni Unite e delle Istituzioni internazionali finanziarie) che rappresentino, in modo equilibrato tutte le popolazioni del mondo per fare in modo che la globalizzazione “diventi un’opportunità per tutti”. Mons. J. Homeyer, vescovo di Hildesheim in Germania e presidente della Comece, ha reso noto che da oggi il rapporto verrà diffuso nelle varie conferenze episcopali nazionali perché ne discutano, e copia verrà data anche la Papa e alle diverse Istituzioni internazionali.” “”L’obiettivo – ha spiegato il vescovo tedesco – è che l’Europa porti al mondo il proprio contributo a livello etico”. La Chiesa da parte sua, promuoverà incontri interculturali e scambi di esperienze e conoscenze”. A questo proposito è stata ribadita l’importanza del dialogo tra le religioni, in particolare con l’islam auspicandone “una ripresa ed un rafforzamento” malgrado la difficoltà di trovare i giusti interlocutori per l’assenza di leader centrali. Il vescovo ausiliare di Stoccolma, mons. William Kemey e mons. Nicora hanno suggerito allora “di avviare intanto il dialogo con i musulmani che ci sono accanto, in termini di vita, di amicizia e di confronto sui grandi valori”.” “” “