“Questi tre morti ci interrogano in profondità, sono un segnale che sconfigge: se si chiude nell’indifferenza, tutta la città ne esce sconfitta” così don Virginio Colmegna, direttore della Caritas Ambrosiana, ha commentato il ritrovamento ieri di un clochard senza vita in una scuola abbandonata. E’ la terza vittima, in una settimana, del freddo e della solitudine. Il primo caso avuto venerdì scorso quando un clochard è stato trovato assiderato su una panchina dei giardini di via Guastalla, in pieno centro. Sabato scorso invece un cittadino bulgaro è morto nel rogo dell’automobile nella quale viveva, provocato molto probabilmente da una candela con la quale tentava di riscaldarsi. L’ultimo caso, ieri, quello del senza dimora trovato senza vita nell’ex istituto odontoiatrico di via Noale nel quartiere di Baggio, nel quale viveva già da tempo. “Si tratta di aprire spazi a chi bussa” – ha detto don Colmegna – ” non importa che sia o meno regolare, c’è poco da lanciare proclami. Questo non è un problema di ordine pubblico, ma di umanità. C’è gente che ha bisogno di cibo, di coperte e di un tetto. Al Comune abbiamo proposto il progetto di un’unità mobile, che operi nelle strade, perché chi resta per strada non viene certo a bussare: bisogna andarlo a cercare”. Nel frattempo l’assessore alle politiche sociali del Comune di Milano Tiziana Maiolo fa sapere di aver mandato una richiesta all’Azienda dei Trasporti Milanesi perché apra i mezzanini della metropolitana, in modo che i clochard possano trovare riparo. Secondo le ultime stime sono solo 1200 i posti letto nei centri di prima accoglienza di Milano, mentre i clochard sono oltre 4000, di cui 2500 italiani.