“La data di ieri senz’altro segna l’avvicinarsi di una svolta epocale. Ci auguriamo che la legge passi presto anche al Senato!”. Così mons. Luigi Petris, direttore generale di Migrantes, ha commentato il “sì”, espresso ieri, 20 novembre, a larga maggioranza, dalla Camera, per la legge che consentirà il diritto al voto anche agli italiani all’estero. “Il sì della Camera – ha detto mons. Petris – significa che i nostri emigrati sono riusciti a conquistare la giusta attenzione”. Ora, come Fondazione Migrantes, “ci auguriamo che anche gli altri problemi dei nostri oriundi trovino posto nel dibattito politico senza attendere altri 40 anni, come è avvenuto per il diritto al voto”. Tra questi, il direttore generale di Migrantes indica come primari: “la formazione culturale, la conoscenza della lingua italiana, la partecipazione effettiva nei Consigli eretti con l’obiettivo di permettere loro una partecipazione attiva alla politica italiana”. Anche mons. Agostino Gonella, delegato nazionale per le missioni italiane in Gran Bretagna e Irlanda (dove risiedono circa 150-160.000 persone con passaporto italiano e altri 100.000 oriundi) ha accolto la notizia con grande gioia: “Finalmente è arrivato ciò che era dovuto da tanti anni.Ora forse gli italiani all’estero si sentiranno meno dimenticati”. A chi li rappresenterà, prima o poi, in Parlamento, gli italiani in Gran Bretagna vorrebbero chiedere “uno snellimento delle pratiche burocratiche consolari; la possibilità di spostarsi e di risiedere in Gran Bretagna o in Italia con più facilità e, nella scuola, più opportunità per imparare seriamente l’italiano”.