“Puntare ad avere giornalisti preparati non solo nella tecnologia medica, ma anche in filosofia morale; non permettere che potenziali guadagni pubblicitari possano influenzare decisioni editoriali; non equiparare possibilità tecnologiche e accettabilità morale e non diventare prigionieri di ‘correttezza politica’ pubblicando solo quello che la gente vuole ascoltare”. E’ quanto ha auspicato mons. John Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, alla XVI conferenza internazionale “Salute e potere”, in corso in Vaticano, perché i media diano un’esatta informazione del progresso e della ricerca medica.” “”In un passato recente – ha ricordato Foley – i media non hanno avuto paura ad identificare alcune forme di sperimentazione medica, condotte su prigionieri di guerra o su civili inermi internati nei campi di concentramento, come atrocità. Ma oggi questi esperimenti vanno avanti lo stesso sugli embrioni che vengono distrutti così che la ricerca possa andare avanti o su persone, come disabili psichici, che in alcune società sono stati sterilizzati, malati terminali o anziani che rischiano di essere assistiti in una morte prematura”.” “Secondo il presule i mezzi di comunicazione sono chiamati anche in questo campo alla “verità, al rispetto dei diritti della persona e del bene comune”. La copertura dei media sui temi della salute e della ricerca medica deve tenere presente “la conoscenza della verità, scientifica, economica e morale sulle scoperte mediche, il diritto di coloro che soffrono specialmente quello alla vita e il bene comune, non il profitto per pochi” e deve “non solo informare le nostre menti ma toccare i nostri cuori per metterci al servizio del povero e del malato”.” ” “Il potere più importante nella salute e nella ricerca medica – ha concluso Foley – non è quello dei Governi, né quello dei media ma quello di Dio. Abbiamo bisogno di medici, infermieri tecnici e scienziati che riconoscano nel sofferente il volto di Dio”.” “” “