“Il progetto culturale è rigore di metodo e rifiuto di ogni approssimazione, è ascolto e discernimento delle domande della vita” e proprio l’incontro fra queste ultime e il Vangelo “può generare nuove energie interiori e intellettuali” e fornire “nuove ragioni di speranza sollecitando un pensiero creativo sulla vita di ogni giorno”. Lo ha detto la presidente dell’Azione cattolica italiana, Paola Bignardi, intervenendo ieri pomeriggio a Roma al convegno nazionale assistenti Ac su “Il Vangelo della speranza in un tempo che cambia. L’Aci e il progetto culturale della Chiesa italiana”. La sfida di una nuova missionarietà e testimonianza apostolica, così come richiesto dai recenti Orientamenti pastorali della Cei per il nuovo decennio, che “l’Ac fa propri” cercando “di viverne lo spirito nelle nostre comunità” ha detto Bignardi. “La comunicazione della fede per noi laici cristiani – ha proseguito – passa attraverso il dialogo, che dice la volontà di camminare insieme verso la verità che ci trascende, e attraverso il pensiero e la cultura” di cui occorre “assumere soprattutto la dimensione popolare”. Ma “una fede pensata” che si traduca in una spiritualità concreta e quotidiana richiede adeguata formazione, secondo la tradizione di Ac che ha “fatto ruotare tutta la vita associativa e il suo impegno apostolico intorno alla scelta formativa” ha sottolineato ancora la presidente. Mettersi in cammino “con la Chiesa nella fedeltà alla propria vocazione”: questo, oggi, il compito dell’Ac per “uno stile di vita che sappia assumere con coraggio modi di pensiero, scelte e comportamenti anche alternativi a quelli correnti”. ” “” “” “