Lamentano soprattutto difficoltà nel sociale e nel lavoro, ma la maggioranza dei giovani ha buoni rapporti con la famiglia. Al contrario, ai minori a rischio pesa di più la difficile situazione familiare. E’ quanto emerge dalla ricerca “Il minore alato: bisogni formativi di preadolescenti e adolescenti del sesto e settimo Municipio di Roma” promossa dal Borgo Ragazzi don Bosco, voluta e finanziata dal Comune di Roma e curata dall’Istituto di Sociologia dell’Università Salesiana e sarà presentata a Roma il 26 novembre (ore 18.30, teatro Borgo Don Bosco, Via Prenestina 468). Sono 700 i giovani intervistati, tra cui 600 studenti delle scuole medie inferiori e superiori e 100 giovani avvicinati nelle piazzette e sui muretti. Ai questionari hanno risposto anche 120 genitori e 100 docenti. I giovani rivelano di avere un buon rapporto con la famiglia, di non avere grosse difficoltà con la scuola, di riuscire a tessere buoni rapporti amicali tra loro e di essere in buona parte soddisfatti della vita. Ma non hanno molti rapporti con le istituzioni pubbliche né con quelle ecclesiali. Ad esse chiedono più attenzione nei propri riguardi, più apertura ai bisogni giovanili e soprattutto di garantire un futuro migliore attraverso il lavoro e la preparazione professionale. Diversi invece i risultati con il campione dei soggetti a rischio intervistati sulla strada (ripetenti, drop-outs, ragazzi che fanno uso di sostanze sia tossiche che alcoliche, ragazzi con problemi giudiziari e vittime della prostituzione). Hanno collezionato fallimenti nella scuola, ma soprattutto lamentano la difficoltà ad inserirsi con un’occupazione decorosa, soluzione cui attribuiscono molta importanza per evitare la caduta nella tossicodipendenza. Ma è la situazione familiare quella che pesa di più: sono spesso figli di famiglie disgregate (il 27% vive con un solo genitore, un 16% è alloggiato da parenti), sentono molto la mancanza di affetto e cura da parte dei genitori. Essi infatti attribuiscono soprattutto alla “disgregazione familiare”(40%), e alla “difficoltà di rapporto con i genitori” (22%) la causa del ricorso alla droga. Manca in famiglia dialogo e rispetto e in occasione di conflitti tendono a ribellarsi o a chiudersi in sé stessi.