Già dalla fusione dei gameti si forma “un nuovo individuo umano” con “un nuovo genoma”, e parlare di “pre-embrione” o di “liceità del prelievo delle cellule staminali” significa andare contro non solo la dottrina della Chiesa, ma la stessa ragione umana. A ribadirlo è stato il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Genova, intervenendo al Congresso internazionale promosso dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum sul tema: “Il dilemma delle cellule staminali. Per il bene di tutti gli esseri umani?”, che si conclude oggi a Roma. Il cardinale ha ricordato, inoltre, le “gravi riserve morali della Chiesa” in materia di fecondazione assistita, che “non rispetta ma altera la natura originale tipicamente umana e interpersonale della trasmissione della vita”. Tettamanzi ha citato, in particolare, il “grave problema degli embrioni soprannumerari”, sottolineando che “il 50% degli embrioni congelati sono in realtà inservibili”, e una loro eventuale soppressione sarebbe per i cattolici immorale. Il cardinale ha poi fatto notare che “una parte del mondo scientifico manifesta le proprie perplessità sull’opportunità di continuare la ricerca per favorire l’industria della fecondazione assistita”, visti i risultati “poco incoraggianti” delle tecniche. Secondo statistiche recenti, ha reso noto il cardinale, “la fecondazione assistita registra solo il 13% di successi”, mentre “l’87% delle donne che ricorrono alle varie tecniche di riproduzione artificiale sono destinate a veder frustrato il proprio desiderio di maternità”. La dottrina della Chiesa, invece, ha concluso il relatore, “sollecita tutti a non cedere né alla tentazione di una lettura esclusivamente biofisiologica della vita umana, né alla tentazione di una tecnocrazia insindacabile in un campo nel quale, invece, devono essere assolutamente salvati il primato della persona e il rispetto dei suoi diritti, a comunicare dal diritto alla vita”. Il card. Tettamanzi interverrà questo pomeriggio al Corso di aggiornamento di bioetica, promosso dalla Cei per i vescovi italiani a Sacrofano, in provincia di Roma.