DIALOGO INTERRELIGIOSO: EVANGELICI E MUSULMANI, “LA CONOSCENZA RECIPROCA È IL FONDAMENTO DELLA CONVIVENZA”

Il terrorismo “non può trovare alcuna giustificazione politica, morale o religiosa”. Anzi “offende i sentimenti di pace più profondi sia del cristianesimo che dell’islam”. Lo scrivono Gianni Long, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) e Nour Mohamed Dachan, presidente dell’Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii) in una “dichiarazione congiunta per il dialogo interreligioso” presentata ufficialmente oggi “a due mesi dalla tragedia dell’11 settembre”. Evangelici e musulmani si dicono preoccupati “per l’andamento dell’azione in Afghanistan che sempre più spesso colpisce civili innocenti mentre fatica a individuare e colpire le basi del terrorismo”. La dichiarazione fa anche riferimento all’attentato condotto in Pakistan il 28 ottobre contro una chiesa cristiana che “spinge tutti noi – musulmani, evangelici e credenti di altre confessioni – a ripetere che Dio è pace e che nessuna interpretazione del Corano o della Bibbia può giustificare il terrorismo e la costrizione della libertà di coscienza”. Riguardo invece all’Italia, Fcei e Ucoii affermano: “Ci preoccupa infine il clima sempre più teso che avvertiamo nel nostro Paese, dove cresce il pregiudizio antiislamico e prendono corpo proposte legislative tese a discriminare immigrati musulmani. Per questo vogliamo impegnarci, insieme ad altre espressioni delle comunità cristiana e islamica in Italia, a promuovere quella reciproca conoscenza che è premessa del dialogo e fondamento della convivenza”. In particolare, evangelici e musulmani auspicano che “aumentino le occasioni di incontro interreligioso tra cristiani e musulmani”. L’appello si rivolge alle istituzioni perché “tutelino la massima libertà di culto” e ai mezzi di comunicazione perché diano “un’informazione più completa ed equilibrata del mondo della fedi, non ignorando quindi le comunità di minoranza e non limitandosi a dare visibilità alle componenti più radicali soltanto”. Alla scuola, infine, Fcei e Ucoii chiedono che “si apra alla presenza di esponenti delle diverse comunità di fede” affinché “possa qualificarsi come un laboratorio di convivenza e di pluralismo”.