Il testo in questione, denuncia inoltre la nota vaticana, promuove un "atteggiamento non-pregiudiziale" sui rapporti extra-matrimoniali ed omosessuali, e invece di educare gli adolescenti "al vero amore, nella prospettiva del matrimonio e di una futura famiglia", li introduce "nel mondo del piacere sessuale individualistico ed irresponsabile", che aumenta peraltro la diffusione dell’Aids. Come misura di "prevenzione" di questa epidemia osserva il Vaticano il "Field manual" "si accontenta di offrire il preservativo", diffuso "in quantità massiccia" come mezzo di contraccezione, anche se oggi è "più che mai dimostrata la non indifferente percentuale di fallimento" di tale "protezione". Ma c’è di più, nel "Field manual": ribadendo la netta condanna dell’aborto da parte della Chiesa, il Vaticano mette l’accento sulla "presenza nell’ambiente dei rifugiati, sotto forma di cura medica del post-aborto, del materiale che permette di procedere agli aborti (l’aspirazione tramite MVAs o "manual vacuum aspirators"). E’ un materiale che sarà posto nelle mani di operatori sanitari più o meno qualificati, benché debba essere usato soltanto da medici". La Santa Sede, al contrario, ripropone i metodi naturali "come moralmente leciti e adatti alla procreazione responsabile anche nei campi dei rifugiati, perché non costano nulla, rispettano il corpo ed il rapporto della coppia e favoriscono il dialogo e l’atteggiamento responsabile dei coniugi". Al "pensiero utilitaristico", che fa da sfondo al manuale dell’Acnur, la Santa Sede contrappone, infine, "il rispetto della persona dei profughi e dei loro diritti, qualunque siano le loro condizioni di vita o la loro religione", e invita vescovi ed operatori a "promuovere fra di loro un proprio sentimento di dignità, di auto-rispetto, di mutuo rispetto, e di diffondere, con il proprio esempio, nel personale che aiuta i profughi e nei diversi responsabili attenzione e rispetto".” “” “” “