L’ITALIA IN GUERRA CONTRO IL TERRORISMO: NOTA SIR

Pubblichiamo la nota Sir sul “sì” del Parlamento italiano alla partecipazione del nostro Paese alla guerra contro il terrorismo – Il Parlamento ha approvato. Sono 513 i deputati (e 246 i senatori) che decretano con un sì la partecipazione dell’Italia all’operazione “pace duratura”. I contrari alla Camera sono 35 (32 a Palazzo Madama). Nel quadro politico italiano, segnato anche nelle ultime settimane da polemiche e approssimazioni, è un passaggio significativo per la partecipazione del nostro Paese alla politica internazionale.” “Su questa strada c’è però molto da fare. E forse non è un caso che proprio in questi giorni si sia riparlato di Alcide De Gasperi, in occasione della solenne consegna delle sue carte agli Archivi dell’Istituto Universitario Europeo a Firenze. La figura di questo schivo ed austero fondatore della Repubblica può essere, anche per i politici di oggi, diversamente collocati, un riferimento “alto” e credibile, quando è evidente che non è il momento semplicemente di curare gli interessi di bottega, ma di guardare al bene comune. Perché De Gasperi ha saputo assumersi le proprie responsabilità. Ricordando le scelte che, come responsabile della politica estera italiana dalla fine del 1944 operò per portare l’Italia alla “scelta occidentale”, dirà in un discorso del 1949: “io vi dico che, sommate assieme tutte le ragioni favorevoli e messe di fronte, a tutte le ragioni contrarie, tentando razionalmente un bilancio, non saremmo arrivati a decidere per il sì… ma la decisione, la parola ultima, viene dalla nostra coscienza”. La scelta della Nato, poi completata da un ruolo di punta nel processo di costruzione europea, fu la scelta giusta, anche se accentuò in certi momenti la “solitudine” dello statista trentino.” “Oggi lo scenario è radicalmente cambiato. La politica internazionale è nuovamente ad una fase “costituente”. Caduto il muro da dieci anni si è alla faticosa ricerca di un “nuovo ordine”, che passa attraverso diversi conflitti: dal Golfo, ai Balcani, all’Afghanistan, sempre girando intorno alla non risolta questione della Terrasanta.” “A definire quale possa essere il contributo dell’Italia non possono certo contribuire manifestazioni di piazza o a assordanti propagande. Esso passa attraverso la qualità degli uomini, richiede un tono elevato del discorso, richiede coesione e per tutti coerenza tra i principi proclamati e le scelte operative. Non può che essere il percorso della responsabilità, della coscienza. Non risponde a logiche partigiane, ma punta a obiettivi di giustizia e di pace. Per tutti.” “” “” “