ECUMENISMO E DIALOGO INTERRELIGIOSO, MONS. PAGLIA: “E’ URGENTE UN SUSSULTO DI SPIRITUALITA'”

“Si avverte il bisogno di dare un nuovo orizzonte a tutta la vita ecclesiale e in questa cornice va ripensata anche la questione ecumenica, da sempre forte stimolo per la Chiesa a non restare incagliata nelle secche dell’abitudinarietà e dell’autoreferenzialità”. Lo ha detto mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia aprendo stamani a Roma la sessione conclusiva dei lavori del convegno dei delegati diocesani per l’ecumenismo e il dialogo. La crisi internazionale e la guerra attualmente in corso, ha aggiunto, “esigono dalla Chiesa un sussulto di spiritualità e nuove risposte di fronte al rischio di identificare la religione con il fanatismo e di fronte al senso di crociata che tutti sentiamo montare nelle nostre diocesi”; di qui l’auspicio che le diocesi divengano, oggi più che mai, “frontiere di dialogo e palestre di convivenza e di incontro” affinché “ogni religione sia aiutata a scoprire la scintilla di Dio che è presente al suo interno”. Un centro di documentazione attivo a Livorno dal 1999 che si propone di documentare e arricchire la memoria storico-teologica del movimento ecumenico, corsi di formazione e aggiornamento in materia promossi da alcuni anni in Piemonte e Valle d’Aosta, gemellaggi tra comunità parrocchiali, esercizi spirituali ecumenici, a Milano un Consiglio delle Chiese cristiane: sono alcune iniziative ecumeniche già consolidate nel nostro Paese per dare vita ad una “cultura dell’umiltà e della convergenza che andando oltre la tolleranza sappia accogliere l’altro come interlocutore necessario” ha osservato mons. Elio Bromuri della diocesi di Perugia, che ha affermato al riguardo l’urgenza di “istruzione e formazione continue al fine di prevenire tanto l’irenismo buonista, quanto la contrapposizione tra identità religiose”. Ad avviso di mons. Bromuri, occorre, in particolare, dare una lettura più attenta dell’islam che, “convinto di essere il naturale successore del cristianesimo, da un lato sollecita al risveglio la comunità cristiana addormentata, dall’altro rivela la sua indisponibilità al dialogo e all’integrazione”.