DISAGIO PSICHICO: FAMIGLIA OGGI, "METTERSI NEI PANNI DEI GENITORI"

Quando si occupano di sofferenza mentale, gli operatori del settore si mettono molto spesso "contro" i genitori dei pazienti, esercitando una "severa critica" al loro modo di essere. La denuncia viene da Matteo Selvini, che sul prossimo numero di "Famiglia oggi", (n. 11/2001), dedicato proprio alla sofferenza mentale, critica l’atteggiamento prevalente tra i terapeuti familiari, la cui linea "anti-genitori" ha molto a che fare con "una cultura che per decenni ha privilegiato un’ottica duramente individualista distruttiva rispetto alla positività dei legami di appartenenza". Nella tradizione psicoanalitica più recente, per Selvini "l’importanza dei legami affettivi di appartenenza, solidarietà, aiuto reciproco, lealtà è stata ignorata o sottovalutata", a favore invece dell’importanza per le persone "del saper contare su sé stesse e camminare sulle proprie gambe, tenendo a bada ‘madri invadenti’ e ‘padri castranti’". E’ vero, ammette l’autore dell’articolo, che "qualsiasi teoria psicologica o pedagogica sullo sviluppo o sull’apprendimento non può non responsabilizzare il genitore o l’educatore", ma "una posizione equilibrata deve ripartire correttamente le responsabilità tra tutti gli attori in gioco: genitori, fratelli, paziente, scuola, servizi, società". Troppo spesso ad avviso di Selvini, nella pratica psicoanalitica corrente "ai genitori viene ancora proposto un modello d’intervento basato sull’abbinamento di colpevolizzazione ed esclusione" o, nell’eccesso opposto, si arriva a "negare ogni influenza della famiglia e dell’ambiente sulla personalità del figlio-paziente" attraverso un modello di intervento "centrato sul farmaco". Resta "molto da fare" per "aiutare gli operatori a mettersi fino in fondo nei panni dei genitori".” “” “