CARD. GIORDANO: “RIFORMARE, NON SMANTELLARE LO STATO SOCIALE”

“Lo Stato sociale va riformato, ma va difeso, specie di fronte ai vincoli sempre più stringenti derivanti dalla globalizzazione dei mercati”: lo scrive, nella sua ultima lettera pastorale dal titolo “Evento cristiano e società nell’Italia che cambia”, il card. Michele Giordano, arcivescovo di Napoli. “La riforma dello Stato sociale – prosegue – deve aumentare l’equità dell’intero sistema socio-economico e non risolversi in una sopraffazione dei più forti nei confronti dei più deboli”. Il card. Giordano si occupa, in particolare, della situazione delle regioni meridionali, sottolineando che vi permane “il dramma della disoccupazione … che interessa più di un quinto della forza lavoro e coinvolge più della metà dei giovani compresi nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni”. Tra le possibili vie d’uscita, Giordano ricorda “l’eliminazione di alcune rigidità del mercato del lavoro”, un maggiore utilizzo della formazione professionale, anche se – aggiunge – “le riforme del mercato del lavoro sono necessarie, ma va evitato che le modifiche riguardanti la flessibilità nell’impiego del lavoro possano mettere in discussione l’attenzione per la solidarietà e la partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali”. In conclusione, l’arcivescovo afferma che “l’economia deve essere vincolata a parametri di solidarietà sociale, oltre che di razionalità economica” e che lo stato sociale deve compiere ogni sforzo per “promuovere il ruolo della famiglia” e valorizzare il terzo settore, in particolare nei campi dell’assistenza, dell’istruzione e della sanità che costituiscono “bisogni insoddisfatti” specie al sud.